L’Italia sta vivendo una grave emergenza sanitaria e l’allerta per contenere la diffusione del contagio da Coronavirus è altissima. Con le nuove misure varate dal Governo nelle ultime ore, i provvedimenti che prima erano prima in vigore nelle cosiddette “zone rosse” sono estesi a tutto il territorio nazionale.

A tutti è richiesta la massima collaborazione: restiamo a casa, rispettiamo le indicazioni che ci vengono date dalle autorità competenti. Non è il tempo di fare inutili polemiche, è il tempo della responsabilità e del senso civico di ciascuno.

Naturalmente, gli impianti sciistici sono chiusi: hanno chiuso anticipatamente la stagione i comprensori del Dolomiti Superski ma anche gli impianti in tutta Italia.

L’appello del Soccorso Alpino rinnova la richiesta di restare in casa: una richiesta che vale per tutti.

Siamo chiamati a evitare spostamenti, a evitare le escursioni in quota, a evitare di metterci in situazioni di possibile pericolo che – in caso di emergenza – metterebbero in moto la macchina dei soccorsi, impegnata però a fronteggiare un’emergenza ben più seria, insieme a tutto il nostro sistema sanitario nazionale.

pubblicità

Il messaggio del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico

Riportiamo, di seguito, il messaggio diffuso dal Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico su Facebook.

Il Paese è in difficoltà: i medici e gli infermieri del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – CNSAS sono impegnati insieme agli altri colleghi ad assistere migliaia di contagiati da Coronavirus dal nord al sud Italia.

Per effettuare un soccorso alpino in alta montagna o un soccorso speleologico in grotta, il Soccorso Alpino deve impegnare decine di operatori, compreso il personale sanitario.

Non è difficile, quindi, immaginare le difficoltà a cui andrebbe incontro il corpo nazionale di soccorso alpino in questo momento per effettuare un soccorso.

“Un soccorso che naturalmente metteremmo in atto – spiega il CNSAS – ma che potrebbe innescare una delicata gestione post intervento”.

Ci sarà tempo per scalare nuovamente una montagna, ci sarà tempo per esplorare di nuovo insieme una grotta. Adesso però è il tempo di fermarsi. Il tempo di essere responsabili verso sé stessi, verso gli altri e verso l’Italia“.

Il messaggio del Soccorso Alpino prosegue:

Come è scritto nella Costituzione italiana: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Dobbiamo difendere questi valori, dobbiamo salvaguardare i nostri medici, i nostri infermieri e l’Italia da un collasso del Servizio Sanitario Nazionale.

Non vengono chiesti sacrifici immani, non viene chiesto di scalare una montagna da 3000 metri: viene chiesto di rimanere in casa per un breve periodo di tempo.

#iorestoacasa non è uno slogan, non è un hashtag per riempire i social ma un invito concreto a limitare al massimo gli spostamenti non necessari.

Ce la possiamo fare. Ce la faremo.

Coraggio, Italia!