Il Carnevale a Sottoguda è un momento di festa ricco di folklore. Un’occasione per riscoprire tradizioni antiche, che in questo pittoresco borgo incastonato tra le Dolomiti sono ancora vive.
Sabato 18 febbraio 2023, l’Associazione Borgo Sottoguda organizza l’edizione 2023 del Carnevèl ite Vila.
Il momento più atteso della manifestazione è la tradizionale “Mascòreda”, ovvero la mascherata. Il vivace e colorato corteo in maschera ricorda usanze di un tempo antico e che ancora oggi arriva ad animare il bel paesino di montagna ai piedi della Marmolada.
Ma non solo: oltre alla mascherata, infatti, sono in programma giochi per grandi e piccini, un goloso buffet, musica e balli in maschera. Di seguito il programma dettagliato del Carnevale a Sottoguda.


Il programma di sabato 15 febbraio 2020
Sabato 18 febbraio 2023, il Carnevale (Carnevèl, in dialetto) coinvolge tutta la Val Pettorina con le sue località, da Sottoguda a Rocca Pietore.
Il programma prevede la partenza della Mascorèda alle ore 13.30 da Col di Rocca, frazione di Rocca Pietore situata tra Rocca e Sottoguda. Ritrovo presso l’Hotel Pineta.
La mascorèda, con maschere tradizionali e moderne, si muoverà in direzione Sottoguda dove, dalle 15.30, ci saranno giochi, musica e buffet.
Alle 17.30 è atteso l’arrivo della mascherata a Sottoguda e verranno premiate le maschere più belle.
Infine, dalle 20.30, la festa proseguirà con la serata danzante presso il bar Althea di Rocca Pietore, con il tradizionale ballo in maschera.
A Sottoguda il Carnevèl ite Vila e la Mascorèda promette un pomeriggio di festa per grandi e piccini, all’insegna di antiche tradizioni ancora ben radicate.
IN BREVE
- ore 14.00: da Col di Rocca, partenza della “Mascoreda”
- ore 15.30: a Sottoguda, giochi per i bambini in maschera e ristoro
- ore 16.30-17.00: arrivo delle maschere a Sottoguda e festa in paese
- ore 20.30: a Rocca Pietore, al Bar Althea, tradizionale ballo in maschera
Il Carnevale di un tempo a Sottoguda: storia di una tradizione antichissima
In onore delle tradizioni ancora molto sentite in paese, il Comitato Borgo di Sottoguda ha deciso di riproporre il Carnevèl: il Carnevale che, sin dai tempi antichi, era un momento importante e sanciva la fine dell’inverno e l’inizio della buona stagione.
Dalle parole di chi quel carnevale l’ha vissuto e se lo ricorda bene, emerge il racconto di una festa ricca di significato.

I volontari del Comitato, sempre molto attivi, hanno intervistato F. B., classe 1926, la più anziana originaria del villaggio di Sottoguda. Nonostante i 93 anni, quasi 94, è ancora arzilla come se ne avesse 20. Quasi nessuno la conosce con il suo vero nome, per tutti lei è Vizenza e ci racconta come si festeggiava una volta il Carnevale.
Il Carnevale iniziava ufficialmente il 6 gennaio, dopo la festa della befana, quando si tirava il Carnevèl ite bena. Su una tipica slitta da fieno veniva fissata bene la bena, cesta di solito usata per portare il letame nei campi, al cui interno si sedevano le mascòre.
La slitta partiva dalla frazione di Col di Rocca e arrivava a Sottoguda, dove le persone mascherate danzavano in attesa del suo arrivo. Successivamente, tutte le sere, gruppetti di mascòre si divertivano visitando parenti o amici e danzando grazie al sonador che era con loro.
Inoltre, la domenica dopo l’epifania, gli uomini del paese si riunivano per decidere come dividere i ruoli delle maschere più importanti fra cui il capo mascòra e i matazin.
Vizenza ci racconta anche di quando è stata lei a preparare i fiori per i cappelli dei matazin: l’eva compito dele mule parecè i fior per el ciapel, ma chela óta i avon fac en cin diversi… ne avon fat tanti: zenebone, stele da mont e pian pian sion ruéde en zima.
Il Giovedì Grasso, invece, la mascorèda partiva dal paese, arrivava fino alle frazioni di Albe e Vallier, per poi tornare e continuare a festeggiare.
Da questo giorno, e fino all’ultimo di carnevale, le maschere giravano casa per casa chiedendo botiro, farina e lat ossia gli ingredienti che servivano per fare le foiadine nell’ultima giornata di festa.
Infine, il Martedì Grasso, anche i bambini si univano alla sfilata degli adulti e tutti assieme si salutava il freddo inverno per dare il benvenuto alla primavera. Mentre Vizenza continua a raccontarci i suoi ricordi, una frase si ripete più volte: l’eva tant bèl.
Gli abitanti del paese e i volontari impegnati nell’organizzazione di questa manifestazione vi invitano numerosi a Sottoguda per festeggiare la fine dell’inverno, dare il benvenuto alla buona stagione e crearci dei ricordi, così anche noi un giorno potremo dire: l’eva tant bèl (era tanto bello!)
Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire la pagina facebook dell’Associazione Borgo di Sottoguda.